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FILIPPO TOMMASO MARINETTI
Futurista....e l'Aereoplano

 

Silvia De Felice propone un  appuntamento con il Futurismo dal titolo L’AEROPLANO DI MARINETTI, un film di Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà, prodotto da ARTE.it Originals in collaborazione con RAI Cultura, in onda mercoledì 8 maggio alle ore 21.15 in prima visione su Rai 5.

Il documentario è un racconto che descrive la parabola di Marinetti come quella di un pioniere. L’aeroplano è il simbolo che meglio rappresenta l’avventura di vita di un uomo e di un artista che sperimentò sulla propria pelle il desiderio di decollare.

Genio o buffone? Rivoluzionario o uomo del Regime? Filippo Tommaso Marinetti è ancora oggi, a quasi 80 anni dalla sua morte, un enigma difficile da risolvere.

Di lui si ricordano gli eccessi, i colpi di teatro, la dirompente voglia di cambiare tutto, di sconvolgere l’ordine delle cose e radere al suolo il passato per esaltare il nuovo, il moderno, il mondo che verrà.

Filippo Tommaso Marinetti è il padre del Futurismo, la dimostrazione vivente che le parole possono cambiare il mondo. Il suo Manifesto ha dato vita alla più importante avanguardia artistica del XX secolo.

La sua vicenda descrive una traiettoria straordinaria e terribile al tempo stesso, che si intreccia con un periodo storico, quello di inizio secolo, che ha visto la rivoluzione scientifica, tecnologica e industriale trasformare il pianeta con una forza e a una velocità mai sperimentate prima.

Marinetti fu uno dei più importanti esponenti della società italiana del ventennio, amico di Mussolini. Gli costò cara quell’amicizia, pur critica, che finì per comprometterlo irrimediabilmente.

Marinetti puntò il muso del suo immaginario apparecchio volante verso il sole di un avvenire forse irraggiungibile, comunque impossibile da realizzare nel contesto reale della società italiana.

Finì per schiantarsi a terra lasciando dietro di sé solo frammenti, tracce, esperimenti che per lungo tempo furono seppelliti e volutamente dimenticati dagli uomini che vennero dopo di lui.

Anche le opere della sua geniale invenzione, l’Aeropittura, dopo la sua morte, vennero nascoste nei depositi dei musei. Solo recentemente si è cominciato a legittimare quell’arte.

L’AEROPLANO DI MARINETTI è un documentario che intreccia Futurismo, Aviazione e Propaganda su piani narrativi paralleli descrivendo l’avanguardia nell’arte, nella politica e nella società in Italia ai primi del Novecento.

La novità rappresentata dal Manifesto dell’Aeropittura, pubblicato nel 1929 come espressione del secondo Futurismo con i suoi campioni - Enrico Prampolini, Gerardo Dottori, Tullio Crali e molti altri - si incrocia con il racconto degli esordi dell’aviazione italiana con i primi aeroplani realizzati da Gianni Caproni e da altre nuovissime industrie italiane, che insieme divennero il più potente strumento di propaganda di un regime che della modernità voleva fare la propria bandiera, ma che nella realtà tradì le speranze di una società, quella italiana, incapace di un reale cambiamento.

Con interviste originali a Guido Strazza, artista futurista; Lodovico Isolabella, avvocato e collezionista; Giordano Bruno Guerri, storico e scrittore; Günter Berghaus, Senior Research Fellow, University of Bristol; Federico Zanoner, responsabile della Casa d’Arte Futurista Depero; Denis Curti, curatore e storico della fotografia; Massimo Duranti, critico dell’arte e storico del Futurismo; Daniela Ferrari, curatrice del MART; Fabio Benzi, Professore di Storia dell’arte contemporanea, Università di Chieti; Giacomo Coronelli, libraio antiquario, Libreria Pontremoli; Matteo Fochessati, conservatore della Wolfsoniana, Genova; Francesca Barbi Marinetti, critica e curatrice, nipote di Filippo Tommaso Marinetti; Roger Griffin, storico Oxford Brookes University; Gino Agnese, scrittore e biografo; Pierfrancesco Meazzini Boccadoro, nipote di Gianni Caproni; Vieri Quilici, architetto e professore di Composizione Architettonica, Università di Roma Tre, figlio di Nello Quilici; Anna Bartolozzi Crali, nuora di Tullio Crali.

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Spiegazione de L’aeroplano di Marinetti

Il documentario su RaiPlay, diretto da Eleonora Zamparutti e Piero Muscarà, racconta la figura di Filippo Tommaso Marinetti, fondatore del Futurismo, usando l’aeroplano come simbolo della sua vita, della sua arte e della sua idea di modernità. È una produzione del 2023 realizzata da Arte.it Originals in collaborazione con Rai Cultura. RRai+1

1. Perché l'aeroplano è così importante?

Per Marinetti l'aeroplano non è semplicemente una macchina: rappresenta la velocità, il progresso tecnologico, il movimento e il distacco dal passato.

Il Futurismo, nato nel 1909 con il Manifesto del Futurismo, voleva rompere con la tradizione e con l'idea di un'arte legata al passato. La macchina, l'automobile, l'aereo e la velocità diventano quindi simboli di un mondo nuovo.

Il documentario sceglie proprio l'aeroplano perché permette di raccontare contemporaneamente arte, tecnologia, società e politica. RRai

2. Dal Futurismo all'Aeropittura

Un momento centrale è il 1929, quando viene pubblicato il Manifesto dell'Aeropittura. Dopo il primo Futurismo degli anni Dieci, il movimento cerca nuove forme espressive.

Gli artisti vogliono rappresentare non semplicemente un aeroplano, ma la sensazione del volo: la velocità, la prospettiva dall'alto, la deformazione del paesaggio e la percezione dello spazio vista dal cielo.

Tra gli artisti collegati all'Aeropittura ci sono Gerardo Dottori, Tullio Crali, Tato, Enrico Prampolini e altri. RRai Cultura+1

Quindi il punto fondamentale è questo:

l'aereo cambia il modo di vedere il mondo e, di conseguenza, cambia anche il modo di rappresentarlo nell'arte.

3. Il rapporto con la modernità

Il documentario mette in relazione Marinetti con le grandi trasformazioni dell'inizio del Novecento: industria, nuove tecnologie, aviazione, velocità e comunicazione.

L'Italia sta entrando in una nuova epoca e Marinetti vuole che anche l'arte sia all'altezza di questo cambiamento. Per questo il Futurismo non è soltanto uno stile artistico: è un progetto complessivo di trasformazione della cultura e della società.

L'aviazione italiana diventa così parte dell'immaginario futurista. Il documentario racconta anche i primi aerei e le nuove industrie aeronautiche, tra cui quelle legate a Gianni Caproni. RRai

4. Il problema politico: Marinetti e il fascismo

Questa è probabilmente la parte più complessa del documentario.

Marinetti non può essere presentato soltanto come un artista rivoluzionario. Il suo percorso si intreccia infatti con il fascismo e con Mussolini.

Il documentario mette quindi in evidenza una contraddizione: Marinetti vuole distruggere il vecchio mondo e costruire una società moderna, ma finisce per avvicinarsi a un regime politico che, secondo la lettura proposta dal documentario, non realizza pienamente quell'idea di modernità radicale che il Futurismo aveva immaginato. RRai

È proprio questa contraddizione che spiega il titolo e l'idea dell'aeroplano che decolla e poi precipita: l'aereo diventa una metafora delle aspirazioni di Marinetti, delle sue speranze e dei limiti incontrati nella realtà.

5. Perché Marinetti viene definito un "enigma"?

Il documentario pone una domanda importante: chi è veramente Marinetti?

Da una parte è un innovatore straordinario: inventa un nuovo linguaggio artistico, rompe con le tradizioni e influenza profondamente l'arte del Novecento.

Dall'altra parte è un personaggio legato a idee politiche e a un periodo storico molto controverso. La sua vicinanza al fascismo rende impossibile separare completamente la sua produzione artistica dalle sue scelte politiche.

Per questo il documentario non racconta semplicemente "un grande artista", ma cerca di mostrare le contraddizioni di una personalità difficile da classificare in modo semplice. La stessa Rai presenta Marinetti come una figura sospesa tra il pioniere, il rivoluzionario e l'uomo coinvolto nel regime. RRai

6. Il significato complessivo

In sintesi, L'aeroplano di Marinetti racconta il sogno futurista della modernità e la sua progressiva collisione con la realtà storica.

L'aeroplano rappresenta:

la velocità;

il progresso tecnologico;

il rifiuto del passato;

un nuovo modo di vedere la realtà dall'alto;

il sogno di una società completamente nuova;

ma anche, metaforicamente, il rischio che questo sogno finisca per schiantarsi contro la realtà politica e sociale.

Il documentario intreccia quindi tre livelli: Marinetti artista, Marinetti uomo politico e Marinetti simbolo di un'epoca. È proprio l'intreccio di questi tre aspetti a costituire il nucleo dell'opera. RRai+1

In una frase: il documentario mostra come l'aeroplano, simbolo della velocità e del futuro per Marinetti e per il Futurismo, diventi anche la metafora del grande sogno di trasformazione della società italiana e delle sue contraddizioni.