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IO  ROBOT

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Prodotto dalla 20th Century Fox, il titolo   è    ispirato        all'antologia 

Io robot dello scrittore di fantascienza Isaac Asimov, in cui vengono descritte le Tre leggi della robotica, che nel film regolano il rapporto tra uomini e robot.

 

 

Soggetto

A Chicago nel 2035 i robot fanno ormai parte della vita quotidiana. Quando l'ultimo e più aggiornato modello, chiamato NS-5, viene immesso sul mercato, il suo inventore, lo scienziato Alfred Lanning, viene improvvisamente trovato morto. Poco convinto della tesi del suicidio, il detective Del Spooner comincia ad indagare, aiutato dopo qualche incertezza dalla psicologa Susan Calvin, che lavorava con Alfred. Le indagini cercano di fare maggiore chiarezza nel modo di costruzione di questi robot, sulle loro attitudini, le caratteristiche, il grado di sicurezza. In ballo c'é il controllo del mercato mondiale, di cui la US Robotica, con questo nuovo modello, vuole impadronirsi. Del intravede una possibile soluzione quando capisce che Sonny, il robot che 'lavorava' con Alfred, é diverso dagli altri: é in grado di deviare dai programmi previsti, quindi può 'disobbedire'. Ma Sonny per gli altri robot é un pericolo e va distrutto. Del e Susan devono bloccare tutto l'impianto generale della US Robotica per fermare la rivolta dei robot. Ora é possibile ricostruire i fatti: Sonny aveva ucciso Lanning per creare il caso e far capire agli umani il pericolo rappresentato dai robot cattivi.

Valutazione 

Sulla base di un soggetto originale che però richiamava alla mente alcuni racconti di Isaac Asimov, Alex Proyas (già regista de "Il corvo" e dell'interessante "Dark city") mette in scena una vicenda dedicata al nostro futuro prossimo venturo. E'curioso infatti notare come le date di svolgimento delle storie di fantascienza siano sempre più vicine. Qui siamo nel non molto lontano 2035 (ancora meno di quando Kubrick, nel 1968, parlò del 2001) e i robot camminano tranquillamente per le strade insieme a uomini e donne. Scenario impossibile in tempi così rapidi? Forse ma comunque suggestivo, perché permette di tornare a parlare del rapporto uomo/macchina, tema vecchio e sempre attuale. L'uomo crea la macchina ma poi ne perde il controllo; la macchina é programmata secondo certi schemi ma a questi poi si ribella. "La creatura deve proteggere il creatore" dice Sonny per motivare il proprio gesto estremo verso Lanning. Così torniamo ad interrogarci sull'illusione che esista una intelligenza artificiale (vedi Spielberg), su una vita meccanica che non è vita, su una logica scientifica che spesso mostra grosse carenze. L'indagine del detective si chiude sulla constatazione che l'uomo cessa di essere uomo quando non rispetta le differenze e che la perfezione prodotta in serie spesso genera infelicità.

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