La battaglia del bacino di Chosin (27 novembre – 11 dicembre 1950) è stata uno dei più violenti e decisivi scontri della Guerra di Corea, combattuta tra le forze delle Nazioni Unite (principalmente statunitensi) e l'esercito popolare cinese con il risultato di enormi perdite sia tra le Forze ONU che Cinesi.
Questa battaglia segno l'inizio della fine della parabola di glorificazione di MC Artur, comandante in capo alleato.
La battaglia del bacino di Chosin (27 novembre – 11 dicembre 1950) fu uno degli scontri più duri e decisivi della guerra di Corea, nonché il più violento combattimento diretto tra le truppe degli Stati Uniti e quelle della neonata Repubblica Popolare Cinese.
Contesto e Svolgimento
- Periodo: Dal 27 novembre all'11 dicembre 1950.
- Località: Intorno al bacino artificiale di Chosin (chiamato Changjin in coreano e Chōshin in giapponese), tra le montagne gelide della Corea del Nord.
- Le forze in campo: Circa 30.000 soldati delle Nazioni Unite (principalmente la 1ª Divisione Marine degli Stati Uniti e reparti dell'esercito come la Task Force Faith) si trovarono circondati e in grave inferiorità numerica di fronte a oltre 120.000 uomini dell'Esercito Volontario del Popolo cinese (9ª Armata).
- Le condizioni ambientali: Lo scontro avvenne in un inverno rigidissimo, con temperature che scesero fino a -30°C / -35°C, causando gravi congelamenti, problemi alle armi e congelamento dei medicinali.
Esito e Importanza
- La ritirata: Nonostante l'accerchiamento e il rischio di un totale annientamento, le forze americane e alleate riuscirono a rompere l'accerchiamento e a compiere una dura e ordinata ritirata combattendo verso il porto di Hungnam, portando in salvo gran parte degli uomini e dei feriti.
- Conseguenze: La battaglia segnò l'ingresso massiccio e ufficiale della Cina nel conflitto coreano, trasformando la guerra in un confronto su larga scala e definendo gli equilibri della Guerra Fredda